punti fondamentali seoCon così tanti cambiamenti significativi nel mondo della SEO nel corso degli ultimi anni, può essere difficile per i non professionisti tenere traccia di ciò che è ancora rilevante e ciò che non lo è più.

Fortunatamente, anche se Google ha apportato modifiche significative al suo algoritmo con Hummingbird, le best practice per i webmaster non sono cambiate: Big G vuole che noi forniamo i migliori contenuti e la migliore esperienza utente possibile.

Ma cosa significa questo oggi?

Quali fattori on-page sono ancora rilevanti sia per i lettori che per i motori di ricerca?

1. Un blog aggiornato frequentemente con ottimi contenuti

Questa è forse la regola più importante di tutte. Oggi più che mai, la SEO non è solamente un’attività tecnica. Gli algoritmi dei motori di ricerca sono sempre più sofisticati nel determinare la qualità dei contenuti presenti sul tuo sito.

Solo pochi anni fa, i blog non sono stati pensati come un modo per le aziende di pubblicare contenuti, costruire brand reputation, far crescere il loro pubblico, aumentare le visite e costruire l’autorità nel loro campo. Ora sono una necessità assoluta.

Nella mia personale esperienza, ho visto un aumento medio di oltre il 90% del traffico di ricerca organico per i siti delle aziende che pubblicano costantemente contenuti sul loro blog, con articoli utili e spunti preziosi per gli utenti. Per ulteriori informazioni su quanto sia importante un blog per la SEO e non solo, puoi leggere “Perché è importante avere un blog e non solo per la SEO“e “50 brevi consigli SEO per il tuo blog“.

2. Integrazione del Google Authorship [OBSOLETO]

L’Authorship Markup è il modo di Google per verificare gli autori di contenuti, per stabilire le competenze (e l’autorevolezza) di ogni singolo autore. Questo introduce il concetto di author rank, l’idea che gli autori con Google Authorship integrato guadagnino credibilità o “rango” in base alla loro storia editoriale. Attualmente non si sa se l’author rank esista davvero, ma è una scommessa abbastanza sicura che Google finirà per implementarlo come fattore di ranking, se non lo ha già fatto.

Anche altri benefici dell’integrazione del Google Authorship sono allettanti. Forse il più grande vantaggio oggi è l’authorship markup, che si traduce nell’immagine del profilo Google+ dell’autore visualizzato accanto al risultato, all’interno della pagina dei risultati di ricerca. Studi hanno dimostrato che questo contribuisce ad attirare l’occhio, attirando di conseguenza anche più clic al sito. Ecco a cosa assomiglia:

google authorship markup

Per implementare l’Authorship Markup occorre collegare il tuo sito/blog al tuo profilo personale su Google+. Non sai come fare? Leggi “Come mettere la foto autore nei risultati di ricerca di Google“.

Aggiornamento

Il 28 agosto 2014 Google ha deciso di eliminare l’authorship. Foto e nome dell’autore non compaiono più, quindi questo punto non ha più valore.

3. URL ottimizzati

Stiamo ancora vedendo la preferenza di Google per URL ricchi di parole chiave statici, e io non vedo in questo un grosso cambiamento per il 2014.

Le migliori pratiche per gli URL sono:

  • Sotto i 100 caratteri di lunghezza;
  • URL statici e contenenti le parole chiave (così: /servizi-seo/ e non così: /post.php?post=8907&action=view);
  • Parole separate da trattino meno (così: /servizi-seo/ non così: /servizi_seo/ né così: /serviziseo/);
  • Gli URL devono includere non più di 3 sotto-cartelle;
  • La struttura degli URL deve rispecchiare quella del sito, utilizzando cartelle e sotto-cartelle. Vediamo un esempio:
Homepage: www.esempio.it/
Pagina di 1° livello: www.esempio.it/categoria/
Pagina di 2° livello: www.esempio.it/categoria/sotto-categoria/
Pagina di 3° livello: www.esempio.it/categoria/sotto-categoria/articolo/

4. Tag Title

Il tag title è sempre stato uno dei fattori di ranking più importanti, e rimane così anche oggi. Il tuo tag title è il testo cliccabile che appare nei risultati di ricerca (quasi sempre, raramente invece Google lo genera in modo completamente automatico), per questo la sua ottimizzazione è importante per ragioni che vanno ben oltre la SEO: migliora il posizionamento nei risultati di ricerca, ma se non è allettante, avrai meno possibilità che venga cliccato. Ecco come appare:

tag title

Al momento di scegliere il tuo tag title, assicurati di includere la principale parola chiave strategica in modo naturale. Di solito è consigliabile usare il nome della società come parte del tag title della tua home page (ad esempio: “Studio Samo: servizi e corsi di web marketing”). Per le pagine interne, includilo alla fine del tag title piuttosto che all’inizio, preceduto da un separatore ( – oppure | ), questo aiuterà il branding. Ecco un esempio: “Corso SEO a Bologna – Studio Samo“.

Il tuo tag title dovrebbe idealmente essere inferiore a 65 caratteri, e se vuoi posizionarti con parole chiave locali, assicurati di includere il nome della città (es: “Corso SEO a Bologna – Studio Samo”).

5. I Tag Heading

I Tag di intestazione (heading) sono ancora uno dei fattori chiave che Google utilizza per decifrare ciò che tratta il contenuto della pagina. Sono elementi HTML che servono a definire il titolo principale e i sotto-titoli nelle pagine web e sono utili per migliorare l’esperienza di lettura suddividendo un testo in paragrafi e sotto-paragrafi. Ecco come sono fatti:

Heading Tag

Dove <h1> definisce la voce più importante, <h6> definisce la voce meno importante.

Fortunatamente, se sai come utilizzare le intestazioni appropriate per migliorare l’esperienza di lettura, puoi applicare gli stessi principi per quello che piace ai motori di ricerca.

Ogni pagina deve avere un – e solo uno – tag H1. Il tuo tag H1 indica l’argomento principale della pagina, e dovrebbe essere il primo elemento della pagina. In realtà, il tag H1 spesso diventerà automaticamente anche il tag title, a seconda di quale software CMS stai utilizzando (WordPress, Joomla, Drupal, Magento, Prestashop, etc.), e quali plugin SEO personalizzati hai installato. Questa è generalmente considerata una best practice.

Rompere lunghi blocchi di contenuti con intestazioni pertinenti farà in modo che i tuoi lettori possano passare velocemente lo sguardo sul testo, e aiuterà anche Google a capire la progressione dei contenuti.

heading Tag

Usa le parole chiave nei tag di intestazione (H2, H3, ecc), così come nel tag H1, quando è logico e naturale farlo. Non forzare! La chiave è mantenere naturale e scorrevole la lettura.

6. Alt tag nelle immagini

alt nelle immaginiGli alt tag nelle tue immagini sono ancora importanti per la SEO, non solo rafforzano la pertinenza con il contenuto testuale nella pagina, ti danno anche la possibilità di classificarle in Google Image Search.

Ma se tempo fa gli alt erano comunemente pensati come strumento per la SEO (cioè venivano riempiti di parole chiave), oggi bisogna essere ben consapevoli del loro utilizzo, cioè principalmente come strumento per i non vedenti.

Ove opportuno, gli alt delle immagini devono contenere la parola chiave. Se trovi che le immagini non siano rilevanti per la parola chiave, allora forse è il momento di ripensare a quali immagini stai scegliendo, piuttosto che cercare di “farle sembrare” pertinenti.

 

Assicurati che i tuoi alt tag siano altamente descrittivi, per dare ai lettori con problemi di vista una chiara comprensione del soggetto dell’immagine.

E’ utile anche assegnare alle immagini dei nomi file pertinenti, per offrire a Google degli indizi sul soggetto dell’immagine.

Cerca di rinominare i tuoi file immagine con nomi che descrivano il soggetto dell’immagine (ad esempio: punti-fondamentali-seo-on-page.jpg invece di: IMG00051.JPG).

7. Parole chiave nel contenuto

Questo è un fattore che è molto cambiato negli ultimi anni. Una volta si parlava di keyword density, parola che oggi va dimenticata. La corretta integrazione delle parole chiave nel testo sarà il risultato naturale di un buon copywriting.

Le parole chiave devono essere utilizzate in maniera naturale, cioè senza forzare la lettura ripetendole troppe volte, ben distribuite in tutto il tuo contenuto. Varianti delle parole chiave (note come parole chiave LSI) sono anche importanti (vedi punto 9). Per approfondire, leggi questi 14 consigli di SEO copywriting e questi altri 10 consigli.

Come con tutti gli altri punti in questo post, seguendo queste linee guida sarai sulla buona strada per attrarre sia i visitatori umani che i motori di ricerca.

8. Profondità dei contenuti

Stiamo sicuramente assistendo ad una tendenza di Google a preferire il contenuto più “carnoso”, altrimenti noto come contenuto “long form”. Chiunque è in grado di buttare giù un post di 4 righe e ottimizzarlo per una o due parole chiave, e Google è ben consapevole di questo.

Se il tuo sito non è attualmente ben posizionato, ed è costituito principalmente da brevi articoli generici, potrebbe essere il momento per un rinnovamento dei contenuti correnti. Assicurati che il contenuto sia ben scritto, e tieni a mente che i post di un blog dovrebbero generalmente avere un minimo di 1.000 parole. Ciò sarà ancora più importante in futuro per avere speranze di ranking per Google Search In-Depth (per ora disponibile solo su Google.com).

9. Concentrarsi più sugli argomenti e meno sulle parole chiave

Questo punto può apparire abbastanza strano, abbiamo sempre concentrato i nostri sforzi SEO basandoci solamente sul concetto di “parole chiave”, ma con l’aggiornamento Hummingbird stiamo assistendo ad un graduale spostamento verso il concetto di “argomento”. Piuttosto che concentrarci sull’ottimizzare una pagina per una o due parole chiave specifiche, dovremmo pensare ad affrontare un particolare argomento o tema.

Ciò in pratica significa che le nostre pagine dovranno essere ottimizzate per molteplici parole chiave correlate. Anche se questa è sempre stata una best practice nel settore SEO, è stata spesso ignorato a favore di colpire una o due parole chiave specifiche.

Organizzare i tuoi contenuti per temi non è solo un bene per la SEO, ma è utile anche per migliorare l’esperienza dei tuoi lettori, e quindi attirare link in entrata, e può significativamente far lievitare il numero di condivisioni sui social network.

Conclusione

Come puoi vedere, alcuni importanti elementi SEO in realtà non sono cambiati molto nel corso degli anni, mentre altri sì. Forse è più la nostra comprensione della loro importanza ad essere cambiata, ma l’obiettivo di Google è rimasto la stesso in tutti questi anni: fornire i contenuti più importanti e rilevanti per le persone che sono alla ricerca di essi.

Fare in modo che le tue parole chiave siano chiaramente identificabili nel contenuto, URL e negli alt tag delle immagini non è difficile (anche se ci vuole tempo), e servirà ad aumentare le possibilità di posizionarsi bene dei tuoi contenuti. Ma la cosa più importante di tutte è assicurarsi di pubblicare contenuti che offrano reale valore e su base regolare. Questo è il fondamento dell’on-page SEO di oggi.

Vuoi contribuire a migliorare questo post? Se pensi che abbia dimenticato qualcosa, scrivi il tuo punto fondamentale per la SEO on-page nei commenti qui sotto!

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Showing 6 comments
  • Silvia Cariello
    Rispondi

    Ciao Jacopo e ciao a tutto il team di Studio Samo!
    Questi 9 punti sono fondamentali per avere degli ottimi risultati con la SEO. Spesso si punta solo sulle parole chiave, ma in realtà è l’insieme di questi passaggi, che poi sono anche buone prassi, che fa emergere un post o una pagina rispetto ad un’altra.
    Tante buone prassi lato SEO di oggi, come l’alt e i title con la descrizione corretta e gli h1 per i titoli, sono semplicemente buone abitudini e regole di accessibilità che una volta non venivano rispettate. 😉
    Forse Google per farle rispettare si è dovuto inventare la SEO? 😀

    • Jacopo Matteuzzi
      Rispondi

      Ciao Silvia!
      Molte regole SEO sono infatti semplicemente buone norme di accessibilità. Non so se Google l’ha inventata per questo, ma è comunque molto vero 🙂

  • Mirko
    Rispondi

    Ho scoperto da poco il tuo blog, e devo fire che é davverobben curato nei contenuti.
    Ottimi articoli spiegati con semplicità e metodo.
    Complimenti Jacopo.

  • Manu
    Rispondi

    Veramente interessante e spiegato bene anche per chi come me non si intende per nulla di webmaster e di posizionamenti su google.
    Solo che ora ho un sito multilingue da far funzionare e grazie a te so da che parte iniziare.
    Peccato solo che nella parte della gestione del mio sito,dove ci sono i vari campi da compilare, non c’è nulla che si riferisce alle immagini,o meglio gli alt tag.
    Credo che la completezza della programmazione del sito influisca molto sulla sua riuscita.
    Farò quello che mi è possibile, grazie ancora ! Buona giornata Manu.

    • Jacopo Matteuzzi
      Rispondi

      Ciao Manu grazie a te per il commento.
      Certamente la programmazione può influenzare molto la tua attività, sarebbe bello se tutti i programmatori avessero almeno le nozioni base della parte tecnica SEO. Purtroppo, contrariamente a quello che si può pensare, non è sempre così.

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