Categorie: SEO

Google aggiunge il voice input e i risultati vocali nella ricerca mobile

Importante novità di questi giorni in casa Google che ha aggiunto al microfono nel campo di ricerca sui telefoni Android i risultati vocali per consentire una voice search totale da web mobile.

Sembra essere sempre più chiara e delineata la strategia messa in atto dal “the search giant” (come chiamano Google in America), che vuole indirizzare sempre di più coloro che fanno ricerche on-line ad utilizzare la voce, a prescindere dalla piattaforma utilizzata.

La nuova funzione è certamente interessante visto che i searcher potevano già effettuare ricerche vocali sul web mobile utilizzando il microfono da tastiera Android.

Come funzionano il voice input e i risultati vocali

Come possiamo vedere sotto, le schermate di un telefono cellulare Android a sinistra e di un iPhone a destra si differenziano proprio perché l’iPhone non mostra il microfono, anche se la tastiera permette l’input vocale.

Seguendo il test fatto da Greg Sterling inserendo la frase di ricerca “what percentage of mobile queries are voice searches?” al di là dell’icona del microfono all’interno della casella di ricerca, la differenza principale è che con le ricerche web mobile Android, gli utenti potranno ascoltare direttamente la risposta vocale.

Osservando attentamente nella parte bassa della schermata di destra, ossia sui dispositivi iPhone, vediamo che al contrario di quella di sinistra otteniamo solo una serie di risultati “silenziosi”.

Certamente la novità presente sui dispositivi Android potrà incoraggiare le persone ad effettuare più ricerche mentre i loro occhi sono occupati. Ci viene subito da pensare alla ricerca di una ricetta fatta mentre si sta cucinando o a quelle fatte mentre siamo occupati in altri lavori dove non è possibile distogliere lo sguardo.

Gli osservatori più attenti avranno già visto le tante somiglianze con l’assistente di Google anche perché la barra di ricerca nella schermata iniziale di Android fornisce già l’accesso al Google Assistant.

In quale direzione si sta muovendo Google?

Sempre più spesso nei nostri articoli diciamo come e quanto Google stia cercando di facilitare sempre di più la user experience a trecentosessanta gradi, indirizzandosi verso la ricerca vocale e l’assistant ubiquitous, in modo che da dovunque venga fatta la ricerca Google possa offrire una risposta sempre più dettagliata e coerente all’utente che l’ha svolta.

Dall’altra parte si parla di un vero e proprio training rivolto agli utenti, indirizzato verso un vero e proprio “addestramento” ad usare la voce e ad interagire con l’assistente, che essendo un’utilità multipiattaforma è “più grande” della semplice ricerca che fino ad oggi siamo abituati a vedere.

Inoltre non ci dimentichiamo che dal 2016, quando Google annunciò che il 20% delle richieste mobili erano ricerche vocali, l’azienda ha investito risorse quasi infinite sul nuovo modo di fare ricerca, e anche se non ha aggiornato i propri numeri, quasi certamente la percentuale è ad oggi ancora in crescita.

In questo contesto è certamente importante distinguere tra la ricerca vocale su smartphone e gli altoparlanti intelligenti. Da oggi possiamo dire che abbiamo un canale emergente i cui casi d’uso non sono ancora consolidati. Ecco perché, soprattutto chi lavora in ambito SEO, dovrebbe indirizzare sempre di più le proprie strategie di visibilità e di posizionamento sulla ricerca vocale anche perché con gli smartphone abbiamo il principale dispositivo di ricerca ad oggi in uso.

Mentre Google allena gli utenti a cercare con la voce e spinge l’Assistente, gli snippet e i dati strutturati diventano ancora più importanti. Già da qualche mese, soprattutto in America, si leggono molti articoli sulle migliori pratiche di ottimizzazione vocale che tutti i marketer dovrebbero iniziare a studiare.

Chiaramente la maggior parte di esse riguardano soprattutto gli smartphone – almeno per il prossimo futuro – dove è probabile che le richieste di informazioni continuino ad aumentare proprio grazie alla nuova direzione e alle nuove funzioni come questa, che Google sta quasi giornalmente introducendo.

[via searchengineland.com]

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Antonio Papini

Antonio, sui social presente come Maledettoscano, è giornalista pubblicista dal 2005. Dopo 10 anni diviso tra giornalismo e direzione marketing nel settore para-farmaceutico si mette in proprio e fonda AppTur, uno studio di consulenza per la PMI che opera in tutta la Toscana principalmente in ambito turistico. Sostenitore delle soft skill all’interno dello studio si occupa di tutto, soprattutto di digital marketing, copy e SEO in site appoggiandosi a collaboratori e colleghi specializzati nelle singole discipline.

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Antonio Papini

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