Categorie: Analytics
| Pubblicato
6 Maggio 2020

Primi passi con gli avvisi personalizzati in Google Analytics

Francesco Gavello

Una delle classiche domande di chi si avvicina alla web analysis suona come: “Quante volte dovrei guardare ai dati di traffico?”

È in realtà una buona domanda.
La cui risposta assomiglia spesso a un secco: “Tutte le volte che serve”.

Tuttavia, non è sempre possibile essere presenti per osservare i dati al momento giusto, per esempio proprio durante un calo di traffico organico o durante il calo del tasso di conversione dell’e-commerce da una specifica sorgente. Sarebbe bello, ma è irrealistico.

Tutti abbiamo la nostra routine e quando le cose non vanno per il verso giusto non è sempre possibile accorgersene. Perlomeno, non nel minor tempo possibile.

È in questo caso che in Google Analytics tornano utili gli avvisi personalizzati.

Gli avvisi personalizzati sono una di quelle che la piattaforma chiama “risorse e strumenti personali”, accessibili tra le Impostazioni a livello di Vista.

Un avviso personalizzato è sostanzialmente un campanello d’allarme che scatta al verificarsi di determinate condizioni e chiede la nostra attenzione attraverso, il più delle volte, una semplice email.

I parametri di un avviso sono pochi ma potentissimi.

Per prima cosa, il periodo. Possiamo scegliere la frequenza con cui l’avviso viene generato, tra giorno, settimana e mese. Se un avviso giornaliero considera i cambiamenti quotidiani che si registrano in Analytics, quello settimanale e mensile fanno lo stesso su un periodo temporale più ampio e sono utili per intercettare fluttuazioni visibili solo “da distante”.

Attraverso un semplice flag è possibile scegliere di farsi inviare un’email tutte le volte che l’avviso scatta, indicando l’indirizzo email e assicurandosi di non avere impostato sulla propria casella di posta filtri per l’email noreply@google.com, che sarà quella da cui verrà spedito il messaggio.

Infine, le condizioni: il vero motore di un avviso personalizzato. Queste permettono di indicare la fluttuazione di una metrica rispetto a una dimensione. Sull’interfaccia sono indicate attraverso due etichette:

  • “Applicabile a” permette di scegliere la dimensione di riferimento. Per esempio tutto il traffico o il traffico di ritorno.
  • “Avvisami quando” permette di scegliere quale metrica osservare. Per esempio le sessioni, gli utenti, le visualizzazioni di pagina e così via.

Per ciascuna metrica (dunque a livello della voce “Avvisami quando”) possiamo scegliere cosa vogliamo tenere d’occhio. Le opzioni in questo caso variano tra:

  • maggiore/minore di
  • aumenta/diminuisce di oltre
  • aumenta/diminuisce in percentuale del

Se talvolta ha senso indicare un preciso valore sopra o sotto il quale far scattare l’avviso (attraverso l’opzione “maggiore/minore di”) è invece attraverso le altre due che possiamo tenere d’occhio l’aumento o la diminuzione, eventualmente in percentuale, di alcuni valori rispetto al giorno precedente o allo stesso giorno della settimana o dell’anno precedente.

Come usare gli avvisi personalizzati

Le tante possibilità a disposizione possono scoraggiare.
Ecco qualche esempio per iniziare a prendere dimestichezza con gli avvisi.

Puoi tenere d’occhio l’aumento degli errori 404, agendo sulla dimensione “Titolo pagina” che contiene “non trovato” (assumendo che non ci siano altre pagine che condividono lo stesso titolo, nel qual caso dovrai essere ancora più preciso). Non è perfetto, ma comunque una buona approssimazione.

Puoi accorgerti di un calo del numero di transazioni del tuo e-commerce.

O del calo delle entrate.

Oppure ancora del valore medio degli ordini.

Agendo sulla percentuale in grado di far scattare l’alert puoi stabilire dei margini adatti al tuo reale scenario. Allo stesso modo puoi guardare a valori medi considerandoli rispetto alla settimana e non solo al giorno precedente.

Puoi anche tenere d’occhio l’aumento della frequenza di rimbalzo.

Puoi anche tenere d'occhio la frequenza di rimbalzo per uno specifico mezzo, come “organic”, per far scattare l'avviso solo sulla base del traffico proveniente dai motori di ricerca. Nota come (purtroppo) non abbiamo a disposizione insieme “sorgente/mezzo”.

Puoi tenere d’occhio l’aumento del tempo medio di caricamento delle pagine del sito in secondi. Se il mio sito ha un tempo medio di caricamento delle pagine di poco meno di tre secondi, un alert impostato su quattro sarà più che utile.

Concentrare l’attenzione

Con una manciata di parametri e una buona domanda in mente, diventa davvero semplice e rapido predisporre in Google Analytics una serie di utilissimi alert in grado di riportare la nostra attenzione sui dati di traffico al verificarsi di particolari condizioni. Inizia subito!

Francesco Gavello

Francesco è consulente e formatore sul web e i nuovi media. Autore dell'omonimo blog FrancescoGavello.it, si occupa di progettare efficaci strategie di marketing per le imprese che decidono di portare il proprio business a un nuovo livello. È autore, tra gli altri, del corso "Google Ads (base+avanzato)" in Academy Studio Samo.