Categorie: SEO
| Pubblicato
26 Marzo 2020

Le migliori pratiche SEO di Google riassunte in un nuovo video

Antonio Papini

L'ultimo episodio della serie di video di Google Search for Beginners ha ripercorso le migliori (e le peggiori) pratiche SEO.

Come suggerisce il titolo della serie, le migliori pratiche spiegate nel video sono tutte strategie rivolte a coloro che hanno iniziato o stanno iniziando ad approcciarsi alla SEO. Quindi i SEO specialist potrebbero già conoscere molte di queste best practices.

Vale la pena di notare che i consigli di Google in questo particolare video sono destinati anche ai proprietari di aziende, specialmente a coloro che usano il loro sito web per vendere prodotti.

Ecco un breve riassunto dei punti principali del video.

Le migliori pratiche SEO di Google per i principianti

Come dice Google nel video la parola SEO significa "usare le parole giuste e fornire informazioni rilevanti ai vostri potenziali clienti sui vostri siti web".

Questo può essere realizzato facendo in modo che il vostro sito web abbia informazioni utili su cose come ad esempio:

  • Catalogo prodotti
  • Selezione
  • Prezzi
  • Posizione
  • Orario del negozio

Quando si tratta di pagine di prodotti Google consiglia di utilizzare le immagini insieme a una descrizione che includa parole chiave come nomi di marche, colori e nome dell'articolo stesso.

Più in generale le migliori pratiche includono anche:

  • Creare titoli di pagina brevi e significativi
  • Utilizzare le intestazioni di pagina che trasmettono l'oggetto della pagina
  • Disporre di una sezione dettagliata "Chi siamo" che include informazioni di contatto, una descrizione dell'azienda e i paesi in cui si opera.
  • Utilizzare un testo descrittivo sulle immagini

Cose da evitare nelle migliori pratiche SEO di Google:

Oltre a consigliare ai proprietari dei siti cosa dovrebbero fare in materia di SEO, Google indica alcune cose che sarebbe sempre bene evitare.

Senza entrare troppo nello specifico, Google dice ai proprietari dei siti di stare alla larga dalle tecniche "black hat" che sono progettate per ingannare gli algoritmi di indicizzazione.

Non a caso il più grande motore di ricerca al mondo nel video dice che "Google ha molti modi per individuare le tecniche che intendono manipolare le classifiche di ricerca. Queste protezioni aiutano a garantire che i risultati della ricerca rimangano pertinenti e accurati per gli utenti. Come tali, la maggior parte di queste tecniche di black hat non funziona".

A questo punto non resta che guardare il video della lezione per approfondire le nozioni di base che è sempre bene rispettare, soprattutto per evitare penalizzazioni da parte di Google dalle quali potrebbe essere difficile uscire.

[via https://www.searchenginejournal.com]

Antonio Papini

Iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2005 e consulente marketing per la PMI. Le due carriere apparentemente distanti si sono unite con la nascita dello Studio AppTur dove svolge l'attività di growth hacker specializzato in SEO, comunicazione aziendale, digital marketing e visibilità on-line.