Categorie: Advertising
| Pubblicato
13 Maggio 2020

Perché connettere Google Ads a Google Search Console

Francesco Gavello

Quando si parla di "strumenti da connettere a Google Ads", il primo nome che viene in mente è Google Analytics. Non è vero?

Eppure, esiste un altro, fondamentale strumento di Google che, connesso alla nostra amata piattaforma pubblicitaria, può darti una marcia in più.

Sto parlando di Google Search Console.

Connettere Google Search Console a Google Ads è fondamentale per ottenere una visione d’insieme rispetto a quali termini attivino annunci e quali termini mostrino risultati organici. Evidenziando così eventuali lacune e permetterti di orientare meglio l'investimento pubblicitario.

Ecco come procedere.

La connessione, di per sé, è semplice.

Si tratta di raggiungere, sempre in Google Ads, la sezione “Strumenti e impostazioni”, poi in “Impostazione” scendere in “Account collegati”. Qui, nel box relativo a Google Search Console, avviare il brevissimo percorso guidato che ti permetterà di indicare e confermare il tuo dominio.

Se hai già accesso al dominio in Search Console con lo stesso account con cui stai usando la piattaforma, questo sarà immediatamente aggiunto. Altrimenti, ti verrà indicato come procedere in pochi ulteriori clic.

Tutto qui.
E adesso viene il bello.

A pagamento e organici

La connessione rende disponibile, nella sezione “Rapporti”, poi “Rapporti predefiniti”, poi ancora “Di base”, il report “A pagamento e organici”.

Pur essendo un rapporto limitato (per il momento) ai soli annunci di testo, per campagne in rete ricerca, offre un'eccellente visione d’insieme in grado di evidenziare rapidamente termini di ricerca per i quali non stai erogando annunci al tuo target, ma compari solo in organico.

Per capirci: il tuo sito viene continuamente trovato sulla base di termini di ricerca che possono interessarti o meno a livello pubblicitario. Ritrovando questi termini direttamente in Google Ads puoi mantenere il timone su ciò che intendi lasciare scoperto e, soprattutto, sull'occorrenza di nuovi interessanti termini da andare a coprire con annunci.

Alcuni aspetti da ricordare

Ricorda che:

  • I risultati organici che vedi mostrati nel report “a pagamento e organici” non tengono conto delle impostazioni di targeting delle tue campagne Google Ads (che potrebbero quindi non erogare annunci per quei termini in base alle loro opzioni di lingua o località, o sulla base della presenza dell'utente in elenchi di remarketing).
  • È più che possibile che le impressioni indicate come "organiche" superino quelle a pagamento. Sì, anche se i report delle campagne ti riportano una quota impressioni già del 100%. Questo accade perché una campagna, per esempio, erogata solo in Piemonte potrebbe sì raggiungere il 100% di tutte le impressioni disponibili ma il report “a pagamento e organici” potrebbe riportare ulteriori impressioni organiche mosse dai termini di ricerca per utenti che si trovano, invece, in Lombardia (fuori, nel nostro esempio, dalle località target della campagna).
  • Infine, tutti i dati che ritrovi nel report sono disponibili solo a partire dalla data di connessione e non coprono il passato.

SEO e SEM

Si parla spesso di SEO e SEM come di due facce di una stessa medaglia. La possibilità di disporre di informazioni legate all’organico senza neppure abbandonare Google Ads è forse il modo migliore per descrivere questa naturale (e necessaria) sinergia tra i due fronti.

Francesco Gavello

Francesco è consulente e formatore sul web e i nuovi media. Autore dell'omonimo blog FrancescoGavello.it, si occupa di progettare efficaci strategie di marketing per le imprese che decidono di portare il proprio business a un nuovo livello. È autore, tra gli altri, del corso "Google Ads (base+avanzato)" in Academy Studio Samo.