Attenzione, allarme rosso: c’è una critica nei commenti.

Capita. Il blogging è fatto di confronti, tu dai la possibilità alle persone di lasciare commenti sul tuo blog ed è giusto che qualcuno decida di bacchettare il tuo articolo. Perché questo è il tuo punto di vista, vero? La critica attacca il mio articolo, mina la serenità del blog, si trasforma in cattiva pubblicità perché mette a nudo le mie debolezze.

Certo, tutto vero. Molti esaltano la potenza dell’errore e dicono: “Senza sbagli non cresci”. Tutto vero. Però è sempre duro battere la testa di fronte al commento di chi si trova a passare per sbaglio sul tuo blog e lancia una frecciatina. Anzi, a volte scaglia un vero e proprio armamentario. Secondo te è inevitabile?

In parte sì, è così. Fa parte del gioco. Quando arriva un commento legato a un errore di battitura, ad esempio, la soluzione è semplice: ammettere e ringraziare. Non puoi fare altro. Non devi fare altro. Il motivo è semplice: l’errore è evidente. E il tuo dimenarti può essere visto solo come un modo per giustificare qualcosa che -in realtà – non dovrebbe esistere.

L’errore è tale. Punto. Quindi meglio accettare e proseguire per la propria strada.

A una condizione: un rapido controllo

Verifica, prima, che di errore si tratti. Voglio dire… è proprio così?  Sai quante volte mi è capitato di rinfrescare la memoria di persone che credevano di aver trovato un errore, ma invece stavano semplicemente dando il colpo di grazia alla propria credibilità. A volte basta una piccola ricerca su Google prima di aprire bocca (o meglio, prima di posare le mani sulla tastiera).

Quindi punto numero uno: è veramente un errore? Ok, se è una svista non ci sono dubbi. Ma controllare prima di chinare il capo è sempre una buona regola da seguire. C’è un modo per evitare questa tortura? Te ne lascio due:

  • Rileggere gli articoli mille volte.
  • Puntare sulla fidelizzazione del lettore.

Il primo punto è chiaro: devi rileggere gli articoli, e lo devi fare bene. Non una volta, ma minimo due. E in momenti diversi. Lascia riposare il testo, fai passare qualche ora. Meglio ancora: riprendilo il giorno dopo. I testi più importanti devono essere riletti da una seconda persona, e ti lascio un consiglio: attenzione alle correzioni. Quando cambi una parola assicurati che sia accordata con il resto della frase.

Fidelizzazione del lettore

Perché parlo di fidelizzazione in questo post? Ti spiego in un attimo. Ci sono lettori che arrivano per sbaglio sul tuo blog, ci sono lettori che ti seguono giorno dopo giorno. Entrambi sono importanti, ma quelli che occupano il secondo posto (ovvero i lettori fidelizzati) sono particolarmente preziosi.

Perché ti seguono sempre. Perché condividono i tuoi post. Perché commentano con onestà.

Ma soprattutto i lettori fedeli ti avvisano in privato. Questa regola non scritta è condivisa dalla maggior parte dei blogger: l’errore si dovrebbe evitare, nessuna scusa, ma quando un collega o un blog che segui mette il piede in fallo tu cosa fai? Lo aiuti. Segnali l’errore in privato. Lo ripeto: un blogger professionista non deve contare sull’aiuto dei lettori per scrivere bene, ma un suggerimento in privato può far comodo.

E questo avviene quando si accorcia il rapporto tra chi scrive e chi legge. Ma a volte non basta per arginare la furia del commento che punta alla sostanza dell’articolo.

L’errore di sostanza

Questo è decisamente diverso. L’errore di battitura passa, viene dimenticato. Certo, c’è anche il lettore che inizia a sbattere i piedi a terra perché non riesce ad accettare la presenza di un errore. Ma è poca cosa di fronte a chi mette discussione la tua preparazione con una critica sulla sostanza del post.

Ovvero una critica sui contenuti, non sulla forma.

Non lo auguro a nessuno. Per questo il mio consiglio non passa mai di moda: controllare, verificare, incrociare tutti i dati possibili prima di pubblicare un post. Se non hai la certezza non andare online. Altrimenti rischi il commento che mina la tua credibilità: un professionista dovrebbe evitare situazioni del genere, non credi?

La risposta è ovvia. Meno ovvia è la strada per sbloccare questa situazione. Io di solito seguo questa strada:

  • Controllare la reale presenza dell’errore (questo sempre).
  • Ammettere senza giri di parole l’eventuale errore.
  • Puntare la discussione su un altro aspetto del tema.

L’obiettivo è semplice: devi riuscire a sviare l’attenzione della critica verso altri lidi, verso altri argomenti. Non è un’operazione semplice (infatti ho dedicato una ricca parentesi a questo tema nel mio videocorso di blogging) ma se fatta bene può aiutarti a risolvere il problema.

Eventuali rischi: chi commenta si rende conto che stai portando la discussione dove vuoi tu. D’altro canto non puoi rimanere immobile a prendere colpi, giusto? Il rischio c’è, ma in questo caso conta anche molto l’esperienza e la padronanza di linguaggio. Non devi semplicemente fare orecchie da mercante ma devi argomentare con cura il cambio di direzione. Due esempi:

  • Hai ragione , ho sbagliato. Ah, lo sai che c’è un argomento…
  • Hai ragione, ho sbagliato. Questo è un argomento particolarmente spinoso e vorrei approfondirlo. Secondo te cosa potrei…

Come vedi nell’esempio uso un altro trucco: ho coinvolto la persona che mi ha criticato. Ho dato un ruolo alla persona che ha lasciato il commento, e gli ho offerto la possibilità di ricominciare la conversazione da un punto differente.

Secondo te funziona? Io ho provato personalmente e la riposta è affermativa ma la certezza in questi casi non esiste. Il miglior modo per evitare problemi, ovviamente, resta la prevenzione: rileggere con cura, confrontarsi con amici e colleghi. Poi queste tecniche possono essere d’aiuto.

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Showing 2 comments
  • Antonella Dorati
    Rispondi

    Ottimo ed interessante. Non so se sto bruciando un tuo futuro articolo, però vorrei aggiungere che le critiche possono anche non essere originate da un errore, ma da una precisa scelta dell’autore non condivisa dai lettori. Mi spiego meglio: recentemente ho criticato aspramente un articolo che pubblicizzava un nuovo servizio (a pagamento) sulla reputazione. Perchè? Perché l’azienda si fa pubblicità affermando che l’ingegneria reputazionale è praticamente un’attività criminale… Io in questo campo sono solo una dilettante, ma conosco persone che si occupano di reputazione da più di 10 anni e sono persone che godono della mia stima incondizionata. Ovviamente alle mie critiche hanno risposto in maniera arrogante… Ed ora hanno anche cancellato il commento…

    • Riccardo Esposito
      Rispondi

      Quando si tratta di critiche legate a scelte ben precise del proprio business non puoi fare altro che argomentare. Voglio dire: una marca di carne in scatola sarà sempre criticata dai vegani, non può essere diversamente. però si può decidere come argomentare, come rispondere alle persone che criticano determinate scelte.

      Ovviamente l’arroganza non è mai giustificata!

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